La normativa

Questa e' una breve interpretazione della normativa vigente in materia di mobilita' compensativa (interscambio) e di mobilita' volontaria all'interno del pubblico impiego. Laddove possibile e chiarificatore, abbiamo inserito un riferimento contenente il testo integrale degli articoli pertinenti.

NovitÓ 25 Giugno 2014!!!
Dopo esservi fatti un'idea generale della "storia" della mobilitÓ e dell'interscambio all'interno di questa pagina, Ŕ assolutamente necessario prendere visione dell'art. 4 del DECRETO-LEGGE 24 giugno 2014, n. 90, che sopprime in via sperimentale il nulla osta obbligatorio dell'amministrazione cedente (grazie i.v.).

Mobilita' compensativa o interscambio
La normativa di riferimento e' data dall'Art. 7 D.p.c.m. n. 325 del 5.08.1988; l'articolo in esame prevede la possibilita' di uno scambio di dipendenti della p.a., anche di diverso comparto, purche' esista l'accordo delle amministrazioni di appartenenza ed entrambi i dipendenti posseggano un corrispondente profilo professionale, ovvero svolgano le medesime mansioni. La laconicita' della norma lascia, di fatto, ampia discrezionalita' alle amministrazioni, le quali possono stabilire l'identita' delle mansioni a proprio giudizio. In ogni caso, anche in caso di identico mansionario e di identico comparto, e' sempre necessario il nullaosta da parte dell'amministrazione di appartenenza affinche' la pratica vada a buon fine.

Nonostante la discrezionalita' lasciata alle amministrazioni, l'interscambio e' un ottimo sistema per coniugare le proprie esigenze personali e professionali: lo svantaggio dovuto alla perdita di una risorsa per l'amministrazione e' virtualmente nullo, o comunque ridotto al minimo; questo e' uno dei motivi per cui una pratica di mobilita' compensativa ha maggiori probabilita' di successo rispetto alla mobilita' volontaria.

L'applicabilita' del DPCM 325/88 rispetto ai singoli CCNL di comparto, anche alla luce della posteriore contrattualizzazione del pubbligo impiego, e' ben chiarita da questa sentenza del Giudice del lavoro del Tribunale di Agrigento: il CCNL di comparto prevale sul DPCM 325/88, ma non necessariamente in modo sfavorevole al dipendente, al contrario!

Prassi da seguire
Questa e', per sommi capi, la prassi da seguire per presentare una richiesta di mobilita' compensativa:

Mobilita' volontaria
La normativa di riferimento e' data dall'Art. 30 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165 (integrato dall'art. 5, comma 1 - quater della Legge n. 43 del 31 marzo 2005), il quale ha semplicemente unificato il decreto legislativo nr. 29 del 03.02.93 e le successive modificazioni. In teoria questa normativa si dovrebbe applicare a tutte le amministrazioni pubbliche (Art. 1, comma 2 d.lgs 165 del 30.03.01). Come per la mobilita' compensativa, la mobilita' volontaria e' possibile anche fra comparti diversi ed e' sempre necessario il nullaosta da parte dell'amministrazione di appartenenza. In questo caso, pero', la normativa indica una parita' di qualifica, e non di profilo professionale, lasciando aperto il campo a diverse possibili interpretazioni, soprattutto laddove i CCNL non abbiano colmato la lacuna.

Stante la nuova classificazione del personale, non piu' diviso per qualifiche funzionali (I, II, III, ecc), bensi' per area o categoria (A, B, C, D) e livello retributivo (1, 2, 3, 4), la mobilita' dovrebbe essere permessa per la copertura di ruoli relativi alla stessa area, perlomeno all'interno del medesimo comparto, indipendentemente dalla situazione retributiva (Esempio).

ATTENZIONE: a norma dell'art. 1 co. 2 del predetto Decreto, l'istituto della mobilita' volontaria non si applica ne' all'Ente ANAS in quanto Ente Pubblico Economico, ne' alle POSTE S.p.A. in quanto Societa' per Azioni, anche se a controllo pubblico. Analogo ragionamento va seguito per i dipendenti Telecom Italia e Treni Italia.

Come lascia trasparire la normativa, la mobilita' non e' un diritto del pubblico dipendente, quale che sia l'anzianita' di servizio. L'ultima parola resta sempre all'amministrazione di appartenenza, che puo', senza necessita' di particolari motivazioni, negarla al proprio dipendente. Tuttavia, nella prassi, se si presenta una domanda di mobilita' per interscambio si hanno ottime possibilita' di successo (la durezza di cuore dei capi ha un limite....). Di qui l'utilita' di questo servizio. Non occorre aggiungere che, qualora trovaste delle inesattezze in quanto scritto o delle aggiunte da apportare, siete vivamente pregati di comunicarcele.



 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


Art. 1 Comma 2 d.lgs 165/2001:

Per amministrazioni pubbliche si intendono tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunita' montane, e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale.


Esempio di comparto

Del comparto Regioni - Autonomie locali fanno parte:
Regioni, Province, Comuni, Comunita' Montane, loro Consorzi ed associazioni.


Esempio di enti con qualifiche e profili professionali parificabili al comparto Regione-Autonomie Locali:

IPAB, IACP, CCIAA


Art. 30 d.lgs 165 del 30.03.2001

Articolo 30

Passaggio diretto di personale tra amministrazioni diverse

(art.33 d.lgs n.29 del 1993)

1. Le amministrazioni possono ricoprire posti vacanti in organico mediante passaggio diretto di dipendenti appartenenti alla stessa qualifica in servizio presso altre amministrazioni, che facciano domanda di trasferimento. Il trasferimento e' disposto previo consenso dell’amministrazione di appartenenza.

2. I contratti collettivi nazionali possono definire le procedure e i criteri generali per l’attuazione di quanto previsto dal comma 1.

NDR: l'articolo citato e' stato integrato dell'art. 5, comma 1 - quater della Legge n. 43 del 31 marzo 2005:

1-quater. Al fine di agevolare la mobilita' dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, per consentire un piu' efficace e razionale utilizzo delle risorse umane esistenti, all'articolo 30 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, dopo il comma 2, sono aggiunti i seguenti:
2-bis. Le amministrazioni, prima di procedere all'espletamento di procedure concorsuali, finalizzate alla copertura di posti vacanti in organico, devono attivare le procedure di mobilita' di cui al comma 1, provvedendo, in via prioritaria, all'immissione in ruolo dei dipendenti, provenienti da altre amministrazioni, in posizione di comando o di fuori ruolo, appartenenti alla stessa area funzionale, che facciano domanda di trasferimento nei ruoli delle amministrazioni in cui prestano servizio. Il trasferimento e' disposto, nei limiti dei posti vacanti, con inquadramento nell'area funzionale e posizione economica corrispondente a quella posseduta presso le amministrazioni di provenienza.

 

A completamento del testo di legge, citiamo parte di un articolo in materia pubblicato sull'autorevolissimo "L'esperto risponde de Il Sole 24 Ore" il 30 Gennaio 2000 (l'articolo si riferisce al precedente d.lgs 29/93 modificato, ma la sostanza delle affermazioni non cambia).

" omissis. La disposizione va correlata con le modifiche apportate dal comma 2 dello stesso articolo 20 all'art. 33 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 e successive modificazioni, in materia di <<passaggio diretto di personale tra amministrazioni diverse>>. Eliminata ogni strettoia per il passaggio da un comparto all'altro del pubblico impiego (prima il trasferimento del personale fra comparti diversi richiedeva <<apposito accordo stipulato fra le amministrazioni, indicante modalita' e criteri per i trasferimenti>>), ora il trasferimento e' disposto, in ogni caso, previo il consenso dell'amministrazione di appartenenza. E', peraltro, da segnalare come "procedure" e "criteri generali" eventualmente necessari per l'applicazione della norma (e quindi in nessun caso modificativi della stessa, ndr.), potranno essere definiti dai contratti collettivi nazionali (comma 3 dell'art. 33); il silenzio sul tema in piu' d'uno dei contratti di recente stipulati (ad esempio quello del comparto Regioni-Autonomie Locali) non preclude, comunque, le procedure di trasferimento di cui si tratta, visto che il ruolo della contrattazione collettiva viene configurata come meramente eventuale. omissis".

Quindi, secondo il predetto autorevole quotidiano, la norma e' applicabile a tutti i comparti del pubblico impiego, a prescindere dal fatto che nei singoli contratti di comparto siano state disciplinate o meno le procedure per l'applicazione della norma in questione.

In ogni caso, rimane comunque valida l'altra strada e cioe' chiedere l'interscambio ai sensi dell'art. 7 del DPCM n. 325/88; a tal proposito, piace ricordare che nel lontano 1995 fu addirittura effettuato uno scambio tra una "ministeriale" (profilo professionale "Dattilografa") e una impiegata di un piccolo Comune della Lucania, di corrispondente profilo professionale (le due Amministrazioni verificarono la corrispondenza dei profili professionali attraverso l'esame dei rispettivi mansionari presentati dalle interessate).

Possiamo addirittura citare un caso estremo: una ragazza ex IV Q.F., in servizio a Roma, ha proposto uno scambio (anomalissimo) con un ex VII Q.F. in servizio a Palermo; l'Amministrazione di appartenenza di quest'ultimo ha dato parere favorevole, mentre l'Amministrazione di Roma ha negato l'autorizzazione soltanto per il motivo che la dotazione organica, all'epoca della richiesta, non presentava carenze relativamente alla ex VII q.f. (a tal proposito il competente Dirigente ha fatto presente che se l'interlocutore fosse stato una V qualifica funzionale, qualifica di cui l'Amministrazione aveva invece carenza, l'interscambio sarebbe sicuramente andato in porto).


Art.7 del D.p.c.m. n. 325 del 5.08.1988

(recante “procedure per l’attuazione del principio di mobilita' nell’ambito delle pubbliche amministrazioni”)
  1. E’ consentita in ogni momento, nell’ambito delle dotazioni organiche di cui all’art. 3 la mobilita' dei singoli dipendenti presso la stessa od altre amministrazioni anche di diverso comparto, nei casi di domanda congiunta di compensazione con altri dipendenti di corrispondente profilo professionale, previo nulla osta dell’amministrazione di provenienza e di quella di destinazione.


L'istituto del Comando

(art. 56 del d.P.R. 3/57 modificato dalla L.127/97)

Alcune Amministrazioni Pubbliche usano far precedere la mobilita' da un periodo di “comando”.
Il comando e' un istituto previsto dall’art.56 del d.P.R. n. 3/57.
Esso ricorre quando l’impiegato pubblico viene destinato, temporaneamente e per sopperire ad esigenze eccezionali dell’amministrazione richiedente, ad un’amministrazione diversa da quella di appartenenza.
Il procedimento e' stato alquanto semplificato dalla L.127/97.
Il provvedimento di “comando” va adottato entro 15 gg. dalla ricezione della richiesta.
Nelle more dell’adozione del provvedimento formale di “comando” e' consentita l’immediata utilizzazione del dipendente presso l’Amministrazione richiedente, previo nulla osta dell’Amministrazione di appartenenza.
Gli oneri stipendiali fanno carico all’Amministrazione richiedente.


Esempio di mobilita' possibile secondo la nuova classificazione del personale

Un dipendente del comparto Regioni - Enti Locali individuato dalla posizione economica B4 (ex V qualifica funzionale + LED) puo' ricoprire, all'interno del comparto Ministeri, un ruolo individuato dalla posizione economica B3 (ex VI qualifica funzionale), purche' possieda un profilo professionale parificabile, cioe' sia, ad esempio, un "collaboratore amministrativo" sia nell'ente di partenza che in quello di destinazione.
In questo caso l'eventuale differenza di stipendio rispetto all'inquadramento di partenza dovrebbe essere colmato tramite un assegno ad-personam fino al momento in cui il rinnovo contrattuale (eventualmente anche piu' di uno) non colmi la differenza.

Per una tavola completa delle relazioni tra vecchie qualifiche funzionali e nuove posizioni economiche, andate qui


Riferimenti agli articoli di legge e dei CCNL che regolano la mobilita'


Art. 27 del CCNL -comparto "Enti Pubblici non economici" o parastato

La mobilita' volontaria nell'ambito del comparto
  1. Gli enti del comparto possono ricoprire i posti vacanti in organico, destinati all'accesso dall'esterno, mediante passaggio diretto, a domanda, di dipendenti in servizio presso altro ente del medesimo comparto che rivestano la posizione corrispondente nel sistema classificatorio.
  2. Il dipendente e' trasferito, previo consenso dell'ente di appartenenza, entro quindici giorni dall'accoglimento della domanda.


ART. 46 del Contratto Nazionale Comparto "Universita'"
TRASFERIMENTI
  1. Al fine di favorire l'attuazione dei trasferimenti del personale del comparto, ciascuna Amministrazione comunica entro il 31 gennaio di ciascun anno alle altre Amministrazioni del comparto stesso l'elenco dei posti che intende coprire nel corso dell'anno, elenco che le Amministrazioni riceventi portano a conoscenza del personale con idonei mezzi di pubblicita'.
  2. Ottenuto l'assenso al trasferimento dall'Amministrazione di destinazione, la relativa procedura di trasferimento deve concludersi entro 90 giorni dall'assenso medesimo.
  3. Il rapporto di lavoro prosegue senza interruzioni con l'Amministrazione di destinazione e al dipendente e' garantita la posizione retributiva maturata nell'Amministrazione di provenienza e la continuita' della posizione pensionistica e previdenziale.

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